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martedì 11 marzo 2014

Breaking Bad – 5×02 (Madrigal Recensione)

 

 Madrigal Elektromotoren, la società tedesca che dà il titolo a questo secondo episodio, ne costituisce anche il punto di partenza per mostrarci le prime conseguenze della caduta rovinosa di un impero criminale.
Il cerchio intorno a coloro che costituivano gli ingranaggi del sistema di potere di Gus si stringe lento ed inesorabile, lasciando per alcuni l’opzione della morte come unica via di uscita.
Morte che si presenta già nel raggelante cold open sotto forma di suicidio del capo del settore alimentare della Madrigal, il signor Schuler, compiuto per sfuggire alla vergogna dell’arresto. Una scena di apertura di grande impatto, come spesso accade nella serie, dove le tonalità di grigio predominanti si sposano perfettamente all’alienazione e al distacco con cui il dirigente tedesco compie il suo gesto; il tutto egregiamente accompagnato da una colonna sonora metallica che detta il ritmo crescente della tensione narrativa.
Non manca ovviamente una sana dose di dark humor, nel pieno stile Breaking Bad, presente sia nella sequenza iniziale dell’assaggio delle salse, sia nel finale quando, all’attimo del trapasso di Schuler e al precipitare del suo corpo senza vita al suolo, corrisponde simultaneamente, con un tempismo surreale, lo scarico dal water.
I don’t know what kind of movies you’ve been watching, but here in the real world, we don’t kill 11 people as some kind of prophylactic measure”.
Questo presagio di morte mette in allarme un’altra componente dell’organigramma criminale che faceva capo a Gustavo Fring, Lydia. In un clima sempre più pesante ed incerto, anche questa donna, in apparenza non molto a suo agio con la clandestinità, vede la morte come unica soluzione ad ogni problema, portando a Mike una lista di 11 nomi da eliminare prima che qualcuno di loro ceda alle pressioni della Dea.“These are my guys, and they are solid” gli risponde l’anziano ex poliziotto con la solita freddezza che lo contraddistingue.
In una situazione che si fa di giorno in giorno più precaria e problematica, Mike sembra essere l’unico personaggio a conservare una lucidità di giudizio ed una visione lungimirante del quadro generale che purtroppo non dimostrano altri personaggi.
You are a timebomb… tick-tick-ticking, and I have no intention of being around for the boom”.
“dell’oro nelle strade” lasciato da Gus, la risposta di Mike non può che essere un secco e profetico rifiuto.
Walter è una bomba che sta per esplodere, ormai completamente in balia del suo delirio di onnipotenza che gli fa credere di essere solo agente determinante del destino suo e di chi gli sta intorno (“Because I said so”). Jesse non se ne è reso ancora bene conto, divorato com’è dai sensi di colpa e dalla necessità di avere una guida in una vita altrimenti senza punti di riferimento; Mike invece è l’unico ad aver capito la verità. Sa che presto tutto quello che si troverà intorno a Walter White sarà destinato a sprofondare con lui – come dimostrato dal flashforward dello scorso episodio – ed è quindi meglio stargli il più lontano possibile.
Purtroppo per Mike, il fato lo metterà nella condizione di dover riconsiderare le proprie scelte. La Dea, infatti, grazie ai numeri di conto ritrovati lo scorso episodio, è riuscita a rintracciare i depositi off-shore di Gus all’estero e con esso tutti i soldi destinati ai suoi uomini più fidati, tra cui i due milioni di dollari per la nipotina di Mike.
Anche qui l’ex braccio destro di Fring dimostra tutta la sua abilità ed esperienza: prima nell’interrogatorio con Hank, dove rimane calmo ed imperturbabile – spettacolare quando mette le mani sul tavolo e svela il bluff dell’agente Gomez- anche quando Schrader lo mette spalle al muro con i numeri di conto; e poi a casa di Chow, quando capisce subito il piano del suo ex-sottoposto e lo coglie alla spalle, facendolo fuori nonostante il dispiacere.
il turno di Lydia, però, qualcosa ha portato Mike a cambiare idea. Le suppliche della donna, che di fronte alla fine ormai imminente riesce solo a pensare alla figlia e al fatto che dopo la sua scomparsa ella possa pensare che la madre l’abbia abbandonata, portano Mike a cambiare la sua decisione. Il pensiero di non lasciar niente alla nipote (the family), dopo tutto quello che ha fatto per Gus, lo spinge non solo a risparmiare la vita di Lydia, ma anche ad accettare la proposta di partnership con Walter, recuperando per lui anche la metalammina, fondamentale per ricreare il suo “prodotto”.
When we do what we do for good reasons, then we’ve got nothing to worry about. And there’s no better reason than family”.
“Tutto è giusto se lo si fa per la famiglia”: Walter ha fatto di questa massima un motivo per andare avanti fin dal primo episodio della serie. Ogni sua azione, ogni barriera che sfondava nella sua discesa verso l’abisso era fatta solo ed esclusivamente per assicurare un futuro alla sua famiglia. Questo rendeva comprensibile ai suoi – ed ai nostri – occhi il proprio modo di agire, per quanto avesse delle conseguenze sempre più crudeli ed insopportabili. Ma adesso è ancora così? Questa del “bene della famiglia” è ancora una motivazione vera, oppure è solo una maschera dietro cui nascondere qualcos’altro, un meccanismo di auto-assoluzione atto solo ad alimentare una sete di potere che si fa a poco a poco sempre più cieca e vorace?
Quello portato sugli schermi da un sempre superbo Bryan Cranston in questi primi due episodi, è un Walter White che ormai ha superato ogni limite morale consentito, e che non ha la minima intenzione di fermarsi. Heinsenberg ha ormai preso il completo controllo in preda ad un god complex che lo autorizza a fare tutto non rispondendo a nessuno se non a se stesso, anche a costo di fare del male alle persone che lui si prefigge di proteggere, come Skyler.
Schiacciata sotto il peso del rimorso verso quanto successo a Ted e terrorizzata da un marito che stenta a riconoscere, un estraneo, rappresentato da un’inquadratura a mezzo busto di cui non si riesce a scorgere l’identità, la donna di casa White non riesce a far altro che rimane nel letto tutti i giorni, alla ricerca anche lei di una via di fuga che purtroppo non esiste.
Madrigal è un episodio preparatorio, ma non per questo poco significativo. Da una parte vengono introdotti dei nuovi personaggi (Lydia, i dirigenti della Madrigal), mentre dall’altra continua il lavoro poderoso fatto sui personaggi, che ci consegna un ritratto agghiacciante di Walter White, sempre più privo di umanità. Al centro dell’episodio però emerge la figura di Mike -interpretato da un incredibile Jonathan Banks – l’anziano “problem solver” che riesce a vedere più lontano degli altri, ma che suo malgrado non è in grado di sfuggire a ciò che sta per arrivare.

Di Joy Black
Fonte: Seriangolo.it


Breaking Bad – 5×01 Live Free or Die (Recensione)


 


La premiere inizia con un flashforward che ci mostra Walter – con i capelli, la barba e un’identità fittizia – che “festeggia” il suo 52° compleanno. Evento non casuale, che ci permette di collocare temporalmente questi eventi a circa un anno dal finale della quarta stagione e ad esattamente due anni dal Pilot.
Gli elementi interessanti che emergono da questi pochi, ma intensi, minuti sono tutti racchiusi nella domanda che sorge spontanea: da chi si sta difendendo (o chi sta attaccando) Walter?La mia impressione è che vedremo altri stralci di flashforward in qualcuno dei prossimi episodi (come con i rottami in piscina nella seconda stagione) e che questo ciclo di 8 puntate terminerà proprio con il ricongiungimento tra la timeline principale e quella futura. Scoprendo, magari, che il nemico di Walt potrebbe essere proprio Jesse: gli ingredienti ci sono tutti, da grosse bugie che potrebbero venire a galla (avvelenamento di Broke e morte di Jane) a problemi di natura economica (il “puoi anticiparmi i soldi?” non l’ho visto assolutamente come scena casuale). Staremo a vedere.
Tornando al presente, troviamo Walt sistemare tutte le prove lasciate in giro prima di poter brindare, da solo, davanti allo specchio, con il suo alter ego. Ma la doppia personalità mostrata nel finale della scorsa stagione (vedasi piano machiavellico contro Gus) è sempre più labile: la trasformazione in Heisenberg è ormai completa. In questa premiere, infatti, Walt pare essere la reincarnazione di Gustavo, mostrando quella pacatezza, ma anche decisione, sicurezza e cazzutaggine che caratterizzavano Mr Pollos. Le scene in macchina dopo il colpo alla stazione di polizia e il colloquio nello studio di Saul ne sono l’esempio lampante.
Esemplare in tal senso è anche quel “I forgive you” in chiusura d’episodio, che trasuda tanto amore quanto God complex di cui sopra. Skyler è finalmente consapevole della vera identità del marito – che è the one who knocks – e ne è giustamente spaventata.
Tuttavia, la donna riesce a mettere da parte sia i timori sia la pietà, pur di tenere la propria famiglia al sicuro: fantastica l’interpretazione di Anna Gunn che, davanti ad un Beneke in condizioni critiche che giura di non proferire parola, riesce a trasformare l’iniziale sincero desiderio di scusarsi in una maschera che la rende degna del ruolo di Heisenberg’s wife.
Probabile che questa sia l’unica apparizione di Beneke in questa stagione. L’anno scorso è stato volutamente lasciato in sospeso per deciderne la sorte successivamente, e questa mi sembra la giusta uscita di scena: d’impatto, con poco rumore. Una continuazione di tale faccenda la troverei ridondante e priva di spunti di interesse, visto che già l’anno scorso ha rappresentato certamente la storyline più debole (salvandosi per essere stata il motore dietro quel capolavoro di scena al termine di “Crawl Space”). Ma con Beneke (e Gus) non sparisce di certo Saul, che vedremo impegnato al fianco di Walt finché he says they’re done.Ma il ritorno più atteso era certamente quello di Mike: l’avevamo lasciato in Messico a farsi curare le ferite, e lo ritroviamo mentre apprende della morte di Gus e si precipita pieno di rabbia ad incontrare i due artefici di tale uccisione. Le riprese nel deserto sono come al solito favolose – da Mike che dà da mangiare alle galline all’incontro dei tre protagonisti – ma non altrettanto lo sviluppo della vicenda: Mike un po’ troppo a cuor leggero passa dal voler vendicare l’amico Gustavo all’allearsi con Walt e Jesse per distruggere le prove, visto che fino all’ultimo è convinto non possano avere successo, ed arriva anche sul punto di sparire dalla circolazione lasciandoli al loro destino. Quello che poteva essere un interessante scontro (per poi, magari, diventare comunque un’alleanza) si è consumato dunque in pochi minuti. Complice, probabilmente, l’amicizia costruita nella scorsa stagione tra Jesse e Mike (eloquente quel “Oh Jesse…” quasi paternale pronunciato da Mike) che potrebbe avere un ruolo determinante nei giochi futuri della serie. Se Jesse scoprisse le bugie di Walt, troverebbe in Mike un naturale e potente alleato, soprattutto ora che il ragazzo sta acquisendo sempre più consapevolezza delle proprie capacità: la sua contentezza quando il piano da lui proposto funziona è esemplare.
Ammetto che, dopo un finale di quarta stagione semi-conclusivo, avevo paura di una ripresa sottotono, ma la premiere è stata – seppur né un capolavoro né all’altezza delle precedenti – assolutamente positiva. In 40 minuti Vince Gilligan ha ben ripreso le fila lasciate l’anno scorso, offrendoci scene di tensione (alla stazione di polizia), di ironia (il gesto delle chiavi di Mike, il “Yeeahh bitch! Magnets!” di Jesse che ricorda il “Yeah! Science!” della prima stagione), di attenta evoluzione dei personaggi e iniettandoci tanta curiosità con quello spiazzante opening ambientato in un prossimo futuro.
Gli ingredienti per una stagione ottima ci sono tutti. Stagione che vedrà sicuramente protagonista Hank, sempre più vicino al bandolo della matassa (ora ha anche un nuovo indizio) e sempre più deciso a buttare giù quell’enorme organizzazione che la morte di Gustavo ha solo scalfito.

Di Michelle Minardi
Fonte: seriangolo.it

mercoledì 5 giugno 2013

Anticipazioni di Gilligan sul finale della serie


Il creatore di Breaking Bad, Vince Gilligan, ha affermato che ha capito come sarebbe dovuta finire la serie, soltanto pochi mesi fa. L'evoluzione del personaggio di Bryan Cranston Walter White da Mr Chips a Scarface, "è stato il principio da cui è nata la serie e per questo è stato sempre rispettato," dice Gilligan. Ma "solo dopo che gli ultimi dettagli della storia si sono svolti, ci è stato chiaro come l'intera vicenda si sarebbe dovuta concludere".
Non ha voluto anticipare niente; ma Gilligan ha promesso che non ci sarà un finale simile a quello con cui si è conlusa la serie dei Sopranos. "Non ci sarà ambiguità nel finale", continua Gilligan. "Le persone avranno chiara quella che sarà la fine della storia, senza dubbi. Non sarà un finale triste o felice, l'unica cosa che contava è che fosse un finale della storia soddisfacente e coerente con quella che è stata l'intera serie televisiva".
Poi ha aggiunto "ho affrontato molta pressione, la maggior parte autoimposta da me stesso per riuscire ad ottenere un grande risultato, ed ho trascorso anche numerose notti insonni. La mia più grande paura era quella che un giorno, magari tra due o cinque anni, mi sarei svegliato pensando 'Oh mio Dio, ecco come sarebbe dovuta finire la serie'".

Teaser per la nuova stagione di Breaking Bad


Tutte le cose brutte devono finire, compreso Breaking Bad.
Il primo teaser in assoluto dello show, apparirà lunedì, sui cartelloni pubblicitari di New York e Los Angeles, mentre online dalla prossima settimana. Nel cartellone non ci sarà il titolo della serie televisiva, nè il logo del canale, ma il colore verde, il fumo e l'uso di una porzione del logo dello show, il simbolo "BA" dalla tabella periodica degli elementi chimici, che sarà un indizio per i veri fan.

giovedì 30 maggio 2013

Steven Soderbergh pensa ad un film per Breaking Bad



Non è un segreto che Steven Soderbergh è un grande fan di Breaking Bad. Quello che in pochi sanno è la sua idea di un film sull'acclamata serie della AMC. "Ho pensato sarebbe un'idea geniale", spiega Soderbergh, "avere gli ultimi due episodi dello show come un film, mandato in onda il venerdì successivo al penultimo episodio. Si potrebbe vendere durante tutta la stagione - ' Guarda il finale di stagione nei cinema!' - anche se non è mai stato fatto prima."
Questa idea Soderbergh non l'ha mai proposta formalmente al creatore di Breaking Bad Vince Gilligan. L'appeal di sposare cinema e televisione è sempre presente dunque, chissà se l'idea di Soderbergh rimarrà tale, oppure se vedremo veramente un finale nei cinema per questa appassionante serie televisiva.